27 gennaio 2009

R batte X

...ed eccoci qui. È andata.

Come è andata?
Bene, per come doveva andare.

Anche perché, un c'è peggior cosa che sapere già come andrà, e farcela andare da sola.

Si perché l'emozione era tanta.

Ieri sera mi sono rigirata nel letto non so fino a che ora.
Mi sono svegliata intontita dalla mancanza di sonno.
Ho fatto un esercizio ex novo, tanto per simulare il compito, e miracolosamente è tornato alla prima.
Miracolo, appunto.
Ho preso tutto il necessario, ho fatto anche qualche acquisto ad hoc, giusto per frenare l'agitazione con un po' di shopping di cancelleria.

Un'ora di lezione, finita con i migliori auspici.

Solo trovare l'aula mi metteva pensiero.
Si da il caso che ristrutturazioni sostanziali abbiano sconvolto l'assetto della sede principale. Nella mia memoria l'8V non trovava precedenti. Quale czz è? Per fortuna era indicata.
Quella del primo piano, vi sia accedeva allora da una pericolante scala in tubi innocenti. Adesso almeno è in muratura.

Facce giovani: entrano, si cercano si riconoscono.
Io, ma anche altri come me, isolati nella loro età, silenti e muti nei loro piccoli banchi.

Micidiali quelle seggioline con banchetto! Come posso apparecchiare tutti i miei colori, i miei fogli in quel minuscolo vassoio barcollante?
Ne cerco due vicini che affrontino la gravità presuntuosamente.

Mi guardo attorno.
Due soggetti, agli antipodi della stanza, possono tranquillamente essere nonni. Non esagero. Probabilmente pensionati con la nostalgia dei banchi di scuola.
Devono essere esperti della prova perché si sono aggiudicati i banchi più grandi, quelli da disegno, con secoli di graffiti studenteschi sulla loro pelle.

Attesa.

C'è chi si accomoda gli appunti per copiare sotto i fogli protocollo a quadretti.
Io spartana, ho solo fogli bianchi, senza alcun appunto.
Fava. Due cosine te le potevi scrivere no?!
Immobile non mi prendo nemmeno la briga di provvedere. Ho i neuroni congelati, visto la temperatura, porto addosso il piumino.
Tutto si complica. Posizione niente affatto comoda, freddo inospitale.
Arriva. Eccola. È lei.

Ma è lei?

Magra, magrissima. Minuta, minutissima.
Ha un atteggiamento pacato, quasi disarmato. Lei e 92 di noi.

Ma è lei si? Magari è un'assistente.

Non arriva più nessuno. Chiude le porte, chiude le tende.
Un fiato di voce: "Sapete tutti come funziona?"

No che non lo sappiamo penso io. Ci verbalizza lo scritto? Fa l'appello? Se non mi riesce posso andarmene prima della fine del compito? Ma quanto tempo abbiamo? No che non lo sappiamo come funziona.

Nessuno fiata. Nemmeno io.

"Funziona che avete due ore di tempo, ci sono 6 tracce. Potete tenere un libro, ma non gli appunti. Se avete delle cose da chiedere, chiedete subito che possono essere di aiuto a tutti. Ok per la calcolatrice. Spegnete il cellulare."

E il verbale? lo dobbiamo firmare il verbale?

Inizia a spargere le tracce.
Dunque è lei, dunque è sola.
Dunque ci siamo.

Arriva verso di me. Via via che si avvicina sbircio.

Nooooo

Intravedo una struttura reticolare... uff..

Ecco la mia traccia, la 1.
Trave reticolare ed un doppio pendolo applicato esterno.
Cazzo come si trova l'isostaticità di una reticolare? ...e qualè la reazione di un doppio pendolo inclinato di 30gradi.

BHOOOO

La tipa davanti scartabella il suo volume rilegato di appunti. Io non ci ho nemmeno pensato. Un aula così grande, sbirciare è semplice.

Patata lessa.

Ok calma e sangue freddo, passiamo oltre e guardiamo dove arrivo.

Procedo, ci ripasso sopra un paio di volte, raddrizzo quella risultante, mi faccio furba e cambio nome ad una reazione così elimino queste stronze delle radici quadrate, ma la riprova non torna. È la terza e non torna.
È già passata un'ora e mezzo ed io non sono a niente.
Posso scegliere: ripartire da capo o andare via.

Di solito non getto la spugna, ma qui mi sentivo perdente in partenza. La mia preparazione è parziale, ne sono cosciente. Sono qui per domare la mia tensione da esame decisamente fuori esercizio. Per oggi puo' bastare. Non ci penso troppo, faccio cartella velocemente e mi vado diretta dallo scricciolino. Sembra la mia cara prof. di figura disegnata del liceo. Girava con un cinquino vecchio modello color giallo ovo.
"Professoressa, non consegno, posso tornare alla prossima sessione?"

Lei ha preso l'elenco, mi ha cercato a metà lista del suo secondo foglio, ha fatto una R accanto alla X della presenza.
Niente verbale, niente di niente.
Si torna alla prossima sessione tranquillamente.

R come "ritirato".

R come "ragazzi grazie" dell'incoraggiamento.

R come "ritorno" a febbraio e non perdo grinta!