06 ottobre 2010
la volontà, l'anima e il giardiniere
"Non permettete che la volontà sia il giardiniere dell'anima, se non siete certi che è più saggia dell'anima vostra".
Domenica 3 ottobre al cimitero delle Porte Sante di San Miniato a Monte, Firenze.
10 giugno 2008
la River destra del cuore
Molti fiumi scorrono
verso molti mari.
Il mio pensiero è uno solo:
in quale di questi fiumi
potrebbe il mio cuore avere pace?
Due rive per ogni fiume.
Nessuna dove io possa vagare
sentendo i giunchi frantumarsi
e vedendo il fiume passare,
sebbene sembri fermo.
Forse c'è un altro
fiume, ma lontano in Me.
Lì potrò incontrare il Fratello
della mia eternità.
In quale Dio sarà?
"
(Fernando Pessoa)
12 ottobre 2006
Elementare
Dal Cielo alla terra
é caduta una stella,
che ci ha lasciato
con il culo per terra.
Dal pensiero alla materia
é nato un calore,
che ci ha mandato in tilt
per diverse ore.
Dalla parola al cuore
é nato un abbraccio,
che mi ha ridato vita,
forza, e coraggio.
10 ottobre 2006
30 settembre 2006
Mettendo a posto...
Amore a prima vista
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Wislawa Szymborska
da un commento di Iaia del 4/20/2006 1:45 PM al post LE CONSEGUENZE DELL'AMORE
Mettere a posto serve a qualcosa in fin dei conti. Questa era già quì.
27 luglio 2006
Begnigni Ployd o del contrappasso
19.00 timbro la cartolina e corro verso casa. Il volante cuoce del sole di una giornata intera. Dopo giorni di motorino, ho preso la macchina per prendere diverse cose a casa dei miei e… solo ora, dopo aver creduto tutto il giorno di averle in macchina, mi accorgo che non è affatto vero, ho preso solo il pacchetto per Sonia, che non sono io, ma la festeggiata di stasera. Si, good idea Sonia! Per festeggiare il suo compleanno abbiamo preso i biglietti per andare a vedere il secondo spettacolo di Tutto Dante, di Benigni in Santa Crocie, “Robbertoooo!” come dice la Loren.
Doccia, vestizione lampo… abbondo con i colori, arancio, verde, ross.. "mi noterà Benigni?". Sono in anticipo di un quarto d’ora che per una persona normale non sarebbe anticipo, ma io cazzeggio.. leggiucchio “l’inglese per chi viaggia”… azz 20.03… appuntamento alle 20,00 in ritardo come sempre, "che figura". Mi fiondo in macchina, mi accorgo che le scarpe non sono in tinta.. “torno su? Ma sei matta? Per una volta arriva prossima all’ora dell’appuntamento!” 300 mt e penso “…che giornata di merda oggi, come farò a godermi Benigni, con la testa a putt…, avrò preso tutto? Azz il biglietti!” ll ritardo è cronico, poco da fare. Torno indietro e arrivo, inciappando in un vecchino che ha fatto 12 manovre per entrare nel parcheggio.. mi ha strappato il clacson dalle mani ed io non so ancora dove si suona nella mia macchina il clacson. Insomma arrivo. Ci presentiamo, partiamo. Socializiamo in macchina, io sono con C. e il suo ex marito. Conosco quella confidenza. Due belle persone. Arriviamo a Firenze, parcheggio, sigaretta. Ci aspettiamo tutti e via verso il box office. Allora, loro non lo sapevano e forse dovrò spiegarglielo. Io agonizzo in queste situazioni, fremo, ho fretta, devo arrivare, esserci guardare. Loro passaggiavano. IO correvo avanti, zizagando nelle viuzze fino a Santa Crocie. Un paio di volte mi sono fermata, aspettandoli sorridendo. Giustamente ognuno del loro passo. Biglietti, caffè, primo filtro, strappo. La piazza interamente occupata, arriviamo da via verdi, chiusa per l’occasione e ci troviamo sotto due enormi tribune. Si vede solo tubi. Entriamo, non stò più nella pelle. La facciata di Santa Crocie spicca nuda, scoperta da ogni orpello illuminata e sola.
Conosco quell’immagine, l’ho già vista. Nell’archivio ripesco quella sera di chiusura campagna elettorale che era? 1996, il mio primo voto… e la sua giosa macchina da guerra che ha perso la prima battaglia. Ahhh!
Sotto quella austera faccia di chiesa dall’unico occhio, un universo, le scene, di legno basse, mi ricordano quelle dell’Ultimo del paradiso fatto in tv, una platea di sedie occupa tutta la piazza, 5 tribune le contengono, i palazzi godono la luce dei fari che sparati di più colori rendo giustizia alla loro età. Un allestimento per Benigni Ployd!
E poi lui, ottocentesco e statuario, ci guarda da sinistra.
Io non capivo assolutamente più niente… e ancora mi emoziono. Mi lascio guidare anche se facciamo un giro pesca tra le sedie. Primo settore fila 3 posto 15. Ah però che culo! Arriviamo sotto palco e rintracciamo quel posto privilegiato. Tho, Domenici! Buonaserasindaco! Snob e bello. Nencini, presidente del consiglio regionale. Noi dietro. Non riesco a stare a sedere, giratina, cicca&cesso. Alzo gli occhi alle finestre dei palazzi, come me altre persone aspettano, al balcone di casa. Culoni! C’èra una signora in un terrazzino fiorito a sedere nella sua sdraio… invidia! Ovviamente faccio subito qualcosa di sbagliato, infilo nei binari delle riprese video… “Signorina!! Noooo!! Nooo!!”. Ok. Mi ricompogo.. tra poco inizia.
Parte la musica, Piovani e Robbbeertoooo arriva!
Non ricordo le parole, le battute esatte e me ne dispiace, ma è stata gioia, amore e passione, passione per la vita, per Firenze, per Dante, per la bellezza e l’arte. È si toccava, la volla ha sentito sopra di se questo sentimento, l’ha colto e restituito! Io adoro quell’uomo!
20 luglio 2006
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
Pescata di fresco dalla Rete