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02 gennaio 2009

Auguri buon anno!

Un augurio per il futuro, che sia migliore del passato...
e tanto per ricordarvi il peggio, pubblico questo estratto dal film inchiesta di Deaglio e Cremagnini "Quando c'era Silvio".
Tutto il film è interessante, ma nel focalizzare questa colossale figura di merda che l'intera Italia ha fatto per voce del suo Premier dinanzi all'Europa tutta, ci da un quadro preciso di cio che ci aspetta ancora per il 2009.

Scusate il pessimismo, cercherò di migliorare in corso al nuovo anno...

28 novembre 2008

Mumbai

Siamo stati tutti americani, 7 anni fa, cosa aspettiamo a diventare tutti indiani?

sempre Manifesto

Il 1°dicembre è la Giornata Mondiale per la lotto contro l'Aids. Questa la bella e ardita campagna di ARCIGAY!
Scoperto su Sorelle d'Italia, da Maria Sung

25 giugno 2008

Oh! ieri c'era qualcosa di interessante in tv!

In seconda serata ovviamente:

alle 23.55 lo Speciale Primo Piano_tg3 a cura di Roberto Scardova realizzato per raccontare la quattordicesima edizione del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi.

Avessero messo in rete anche i video dei partecipante sarebbe stata una cosa interessante ed istruttiva.

Le poche cose che ho visto, poi sono crollata dal sonno, fanno sperare. Sembra che il giornalismo di inchiesta non sia morto in Italia, è solo bandito dalla tv di stato (privata e pubblica).

Se qualcuno sa' dove si posson mirare tali sovversive rarità mi faccia un fischio grazie.

Per saperne di più su la vicenda di Ilaria e Miran, prima e dopo il loro barbaro assassinio c'è questo sito: http://www.ilariaalpi.it

28 maggio 2008

Per fortuna che ci pensano gli americani...

foto flikr

Gli americani hanno un manuale per tutto, e sono sempre attualissimi.
Leggevo su repubblica.it di uno in prossima uscita: Donne che hanno troppo da fare ad opera di Patricia Sprinkle, americana della Georgia, scrittrice di romanzi gialli, ma anche autrice affermata di manuali di self help.
Come dire, la notizia mi ha interessato, non riparo, tra quelle che penso, quello che desidero e quelle poche che riesco a fare, mi sembrava calzare a pennello.

Dice:
"DONNE che fanno troppo. Donne energiche, volitive, toste, decise a non mollare. Eppure schiacciate dalle impegni e dai sensi di colpa. Donne sempre di corsa, che si dividono tra lavoro, mariti, figli, casa, amici, genitori. Senza tempo per sé. Donne stressate, rese inquiete da una perenne, sottile sensazione di inadeguatezza, spesso inconsapevole, ma che genera insoddisfazione e inquietudine..
Per risolvere il problema ci vorranno ancora almeno un paio di generazioni. Tanto è forse necessario per cambiare quell'atteggiamento culturale che, complici mariti e compagni troppo spesso inclini a delegare l'intero lavoro di cura, spinge le donne ad accollarsi ogni sorta di impegni per poi sentirsi irrimediabilmente travolte dalla mancanza di tempo.(...)"

Passiamo ai consigli per la cura:
"Crearsi una scaletta di priorità, un elenco di cose che non ci pesano. E cercare di dedicarsi soltanto a quelle. Individuarle è facile: basta scegliere quelle che, mentre le facciamo, non ci fanno guardare l'orologio.
Non trascurare i propri sogni; proporsi delle tappe, ogni mese, ogni anno. E andare lentamente. Dicendo "Sì", quando ci impegniamo in qualcosa che risponde veramente ai nostri obiettivi e "No" a tutto il resto. Infine, dobbiamo convincerci che figli, mariti, parenti e colleghi di lavoro devono assumersi le loro responsabilità. E liberare il nostro tempo".
Ah bono... e per rispettarla la scaletta, c'è qualche consiglio? perdo un sacco di tempo a programmare meglio il mio tempo, ma poi non rispetto mai i programmi :) ...e le cose che non ci piacere fare, quelle che sono un obbligo del quieto vivere ma che non ci piacciono, chi le fa?! come quali??
Tipo pulire la lettiera al gatto, per esempio a me non piace, ma la Circe mi caga sul pavimento se non gli levo la cacca ogni santa volta (voglio vedere l'adsense di google che dice...) e lavare e stirare i panni? non è che non mi piace, vorrei farlo quando mi pare! e lavorare?!?

Non voglio fare troppo Polemichina, ma insomma, il principio del manuale della Signora è giusto, più spazio ai sogni avanti, ma se uno lavora 8 ore al giorno per 5 giorni, mettici un po' di straordinari, gli spostamenti, le funzioni fisiologiche, un po' di movimento fisico perché è salute, due faccende in casa, un po' di scambi familiari... insomma, sembra tutto molto breve a vederla così...
...forse ci vuole qualcosa in più che l'organizzazione?

Non pensavo al denaro, pensavo alla determinazione.

03 aprile 2008

La repubblica delle banane

foto flick P'titdoc

titoli on line di oggi:
  • Air France lascia il tavolo Alitalia Si dimette il presidente Prato Spinetta rompe le trattative: "Non esistevano più le condizioni per continuare"
    Il numero uno della compagnia italiana: "Ho fallito, serve un segnale forte".
    IO ora mi domando: chi glieli darà più ai 2.000 esuberi alitalia 7 anni di stipendio una volta mandati a casa come era nel piano dei sindacati? Esisterà davvero qualcuno disposto? o alla fine ne avremmo molti di più di esuberi? vedremo.
  • Mauro Del Vecchio: "Rispetto ogni scelta ma sotto le armi è opportuno
    non dichiarare la propria omosessualità. Sì ai bordelli al fronte"
    Il generale candidato del Pd "I gay sono inadatti all'esercito" Lo dicono anche i Coen e McCarty, questo *Non è un paese per vecchi*
  • I carabinieri hanno scoperto un giro di soldi legato alla contraffazione delle prove
    L'organizzazione aveva un tariffario. Nel mirino fuorisede e studenti greci
    Bari, esami venduti all'università Sei arresti, c'è anche un professore . E io che studio e pago le tasse! Tsè!
  • L'inchiesta: le buste paga dei 50 dirigenti più pagati salite del 29%
    Boom slegato dai risultati del mercato. Nel 2007 le retribuzioni dei dipendenti +2,3%
    Il paradosso dei manager italiani stipendi d'oro, aziende in rosso. Un medico ginecolo può obiettare contro la pratica dell'aborto, un metalmeccanico non puo' obbiettare contro la produzione di armamenti (china la testa e lavuraa!!), un manager pagato oro anche con l'azienda in rosso, operai licenziati o alla meglio cassaintegrati
Dalla Repubblica delle Banane (d'Italia)

10 marzo 2008

Comunicazione politica e la bistecca con l'osso, ops il grasso!

Sabato ero a Bologna per la manifestazione/corteo dell'8 marzo in difesa della 164, ma questo sarà un altro post. Con l'occasione di passeggiare per il Centro, mi sono potuta imbattere da vicino in questo scempio.

Polemica per natura non posso fare a meno di dire quel che penso:
1) il messaggio è proprio basso, suppone un elettorato con scarse capacità di riflessione. Qualcuno mi potrebbe obiettare, "eh, sveglia, è così purtroppo, ci arrivi solo ora?!" Bene, anche se fosse, mi sembra uno scopo di chi ci governa, non alimentare l'ignoranza ma fare il possibile per farla evolvere.
2) quella fiorentina è proprio brutta, il pubblicitario non è un mangiatore di chianina, poteva chiedere consiglio ad un macellaio, gli avrebbe spiegato che la bistecca, la vera bistecca, la si compra con un po' di grasso, in particolar modo se si è fortunati, la si prende con un nodino di grasso centrale, perché sarà quello che sciogliendosi, darà maggior sapore alla carne evitando che la riesca stopposa nella cottura alla griglia. Quindi a mio avviso, questo errore di messaggio, gli riduce ancora di più la fascia di elettori su cui fare presa.

A parte le mie tutte personali riflessioni, qui parlano concretamente di comunicazione politica, in modo professionale:

15 febbraio 2008

Forza donne!

La foto del corteo spontaneo - e non autorizzato - nato dal presidio di Roma del 15/02/08 tratte da Femminismo a Sud.

...sembra che la Polizia abbia caricato!
Leggi qui.

Ve lo dicevo io che c'è un disegno oscurantista e di ritorno alla caccia alle streghe.

Da figlia degli anni '80 e dei diritti già acquisiti, ho sempre visto i tutori dell'ordine dalla parte dei cittadini, e dato che mi è stato insegnato che manifestare è una forma civile di partecipazione alla vita politica del Paese, dalla parte dei manifestanti.
Dopo Genova questi miei assunti sono miserabilmente crollati, e non nego di guardare con diffidenza quelle tute blu.
C'è un forte pericolo di tornare indietro. Troppo indietro.

14 febbraio 2008

Luogo di contenuti

Trovare contenuti in rete non è semplice, spesso si trova la notizia trita e ritrita delle agenzie e mia approfondimenti. Vi segnalo con piacere questo link, lavoce.info.

11 febbraio 2008

L'ultima crociata

Che sia una affezionata di Diario l'ho già scritto qui.
Ho trovato un po' di tempo per tenere il naso tra le pagine e sono rimasta entusiasta. In particolare ho apprezzato molto il numero bimestrale dedicato alla memoria che contiene il dvd della video inchiesta di E. Deaglio e B. Cremagnani.
Finalmente il giornalismo come andrebbe fatto. L' argomento è interessantissimo, siamo nella Spagna contemporanea, tutto inizia circa qualche anno fa quando escono su El Pais, necrologi di morti durante il franchismo. Sono i nipoti, quelli che hanno studiato una storia edulcorata, dove Franco non era poi così cattivo, sono quelli che non hanno conosciuto i loro nonni, ma nemmeno le loro storie, perché si taceva, si taceva per continuare a convivere gomito a gomito con gli assassini, con gli usurpatori di beni e soldi dei sostenitori della Repubblica. Poi qualcuno ha iniziato con mezzi propri a scavare, nella terra e negli archivi e a dare degna sepoltura a chi giaceva ossa alle ossa in fosse comuni.
È nata una associazione, e si continua a scavare, cercando così di riaprire quella ferita troppo frettolosamente chiusa e mai guarita.
Ultima crociata perché? Perché la Chiesa ha sostenuto il Regime franchista apertamente e senza successivi segni di pentimento, anzi lo scorso anno sono stati beatificati - o qualcosa di simile - moltissimi religiosi vittima dei sostenitori della Repubblica e non quelli che stando con il popolo avversavano il Caudillo.

Bello, interessante e a tratti commuovente.

Lo presto volentieri a chi lo volesse e segnalo che lo si può vedere anche on line.

Qui alcune foto, e qui l'associazione per la memoria storica.

20 dicembre 2007

Torna Diario!


Sembra almeno, a gennaio... così dice, però non hanno attivato ancora una campagna abbonamenti... a me suona strano, forza e coraggio!

10 ottobre 2007

Mi sento di diffondere...

...questa epistola della Signora Rita Levi Montalcini, apparsa su Repubblica on line questa mattina in risposta al "buon proposito" di Storace.

LA LETTERA

Le stampelle di Storace
ricordano il regime

di RITA LEVI-MONTALCINI


CARO DIRETTORE, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.

Io sottoscritta, , in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.

In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.

Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.

A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.

(10 ottobre 2007)

10 settembre 2007

Blu Notte su G8 di Genova - 9 settembre 2007

I miei complimenti sentiti a Carlo Lucarelli per la puntata di Blu Notte di
stasera. Ha esposto con chiarezza e lucidità, senza prendere posizioni ma
cercando di porre le domande giuste per comprendere quelli che sono stati
gli eventi cruenti e atroci accaduti in occasione del G8 di Genova nei
giorni del 19-20-21-22 luglio 2001.

Anche stasera ho pianto, come quel sabato mattina davanti alla diretta tv,
indignata che nel mio Stato democratico le forze dell'ordine potessere
prendere quelle posizioni. Ho pianto per le aggressioni subite dai legittimi
manifestanti. Ho pianto anche il giorni e le settimane successive, quando
dalle notizie stampa o tv emergevano le assurdità e le efferatezze subite da
chi è stato arrestato. E ho pianto stasera a sentire nuovamente le
testimonianze di chi quei calci li ha presi, di chi ha sentito quelle
ignominie da carcere cileno.

Dopo il sentimentalismo, la speranza.

Finalmente un'inchiesta tv, un programma televisivo che riporta le vicende
del G8 in prima serata. Un'occasione necessaria, per ricordare a chi come me
è di memoria corta, che queste nefandezze aspettano giustizia.
Bravo Lucarelli, per quel poco che vale il mio giudizio.
In sole due ore e mezzo ha messo insieme molto materiale con il quale ha
scandito il succedersi degli eventi, partendo dai giorni precedenti le
manifestazioni di piazza. Ha intervistato esponenti delle forze dell'ordine
e dei loro sindacati. Ha intervistato gente comune, studenti,
professionisti, giornalisti che erano lì, che hanno riportato nuovamente la
loro testimonianza. Nuovamente.
Ha posto delle domande e ha ipotizzato risposte, le arricchite con pareri di
altri e posizioni diverse.
Tra queste una. Un rappresentante del sindacato dei poliziotti illustra come
dai fatti Genova e quelli di qualche mese precedenti di Napoli, emerga una
chiara volontà politica di intimorire. Di intimorire il popolo dei moderati
a manifestare in piazza, in previsione di un autunno caldo causato da una
pesante finanziaria, esorcizando lo spettro del '94.
Io l'ho vissuto questo timore, in prima persona, alla marcia Perugia/Assisi
dello stesso anno e al corteo del 2002 a Firenze. Obbiettivo centrato.

Questa una voce, come altre.
Non martirizza i manifestanti, anzi. Illustra in modo chiaro e costante, che
c'è chi arriva aggressivo con dichiarazioni precedenti di guerra. Ed è
chiaro che molti rappresentanti delle forze dell'ordine hanno fatto il loro
dovere.

In chiusura, dopo l'attestazione dell'avanzamento dei porcessi, una
richiesta: una commissione parlamentare di inchiesta che possa avere, adesso
a "palle ferme" la capacità di valutare i fatti dalle numerose immagini e
riprese audio.

16 maggio 2007

Morti bianche, una vergogna!

Giovedì 17 maggio
ore 17,30
Ponte Santa Trinita
Manifestazione sindacale contro le morti bianche
un fiore in Arno per rispondere alla tragedia!

È impossibile pensare che la mattina esci, vai a lavorare e non torni più, perchè sei morto sul lavoro, nel 2007.

link riferimento:
l'unità online
aprile on line
intoscana.it

29 gennaio 2007

Un pensiero...


Un pensiero piccolo piccolo, delicato delicato, con un segno leggero leggero a Lele Luzzati, che da sabato è andato a dipingere e scarabocchiare con le sue matite grasse grasse altri palcoscenici, altri teatri, altri spettacoli, altri quaderni, lasciandoci orfani di così tanta fantasia.

13 dicembre 2006

Mai troppo presto

Ieri sera, in macchina, radio.

Vivo un po’ fuori in questo periodo, più del solito per lo meno. Tanto fuori, da non seguire con assiduità i fatti del mondo. Filtro notizie dai tg dell’ora di pranzo, e pranzando alle 13 mi sorbo il tg2. Ma era giunta anche a me, la notizia della dipartita per l’altro mondo del Generale Augusto Pinochet. Mai troppo presto.

Ieri sera, notizie superficialmente più approfondite alla radio. Le parole che mi hanno turbato sono state “non sono stati autorizzati dall’attuale capo del Governo Blachelet i funerali di stato”. Ma ci dovevamo porre il problema?

Bene, riesumo questa foto, splendida, umana e dolce, con una parte dell’ultimo discorso del Presidente Salvador Allende alla Moneda, passato per radio al suo popolo.

Discorso del Presidente Allende alla radio, 11 settembre 1973


In questo momento conclusivo, l’ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi.

Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna della nostra terra, alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra preoccupazione per i bambini.

Mi rivolgo ai professionisti della Patria, ai professionisti patrioti che continuarono a lavorare contro la sedizione auspicata dalle associazioni di professionisti, dalle associazioni classiste che difesero anche i vantaggi di una società capitalista.

Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che cantarono e si abbandonarono all’allegria e allo spirito di lotta.

Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo di procedere.

Erano d’accordo.

La storia li giudicherà.

Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più.

Non importa.

Continuerete a sentirla.

Starò sempre insieme a voi.

Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria.

Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi.

Il popolo non deve farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.

Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.

Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi.

Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento.

Santiago del Cile, 11 Settembre 1973.


12 dicembre 2006

This is the tanka of Samsara

Tanca tibetano SAMSARA cm 51 x cm 70
Tanka tibetani dipinti dai monaci tibetani, come aiuto per la meditazione seconda una prescrizione di una iconografi a precisa. Sono normalmente molto difficili da ottenere in quanto la produzione di ogni Tanka viene curata con un grande amore per il dettaglio.
Ogni pezzo è unico, differenziandosi dagli altri nella colorazione e nei dettagli del disegno.

Samsara rappresenta la ruota della vita, l’illusione di maya, nella quale vengono rappresentati tutti gli stati di coscienza dei vari esseri.



Grazie Beppe!

02 dicembre 2006

Tanka, who is it?


Ieri, cioè stanotte, alle 1.00, andando a letto a cercar di lenire questo cappero di contrattura muscolare che non passa ancora, dovevo scegliere con cosa addormentarmi.
Non ho scelto il gas dei fornelli.

L’alternativa era tra due generi di libri che da un pezzo costruiscono due pile sul mio mobile di sala. Sono i libri di prossima lettura, a portata di mano perché gradirei fosse immediata se non istantanea. Ma visto la velocità geologica con cui li divoro, forse potrei trovargli anche una collocazione più in disparte.
Bene, due pile accanto alla tv, la prima composta da soggetti legati all’India, romanzi boolliwodiani, Terzani, Kipling, qualcosa sullo yoga… e poi, la seconda pila, comprende tutto il resto della letteratura mondiale che mi fa gola! Quindi il nuovo Franzen, Agota Kristof, diversi Tondelli, e via dicendo. Insomma, quella famosa ventina di volumi che mi sembra di aver già rammentato. E dire che un po’ era scesa…
Insomma ieri dilemma. Avevo finito di leggere un acquisto di settembre, un harmony Neri Pozza di una scrittrice indiana. Non ve ne parlo, il libro carino, ma mi aspettavo di più.
Guardo il comodino e ci sono tre volumi, due iniziati e uno da avviare.
Decido per uno smarimesso, quello più basso :-).
"Rimini", Tondelli. Ricordo di averlo iniziato il 22 luglio.
Non mi era dispiaciuto affatto, tant'è che ne ricordo bene la 60ina di pagine lette. ...se era rimasto lì, era solo perché è passato altro nella mia vita di lettrice. Apro dove avevo lasciato. Dentro due biglietti intatti per il concerto mancato del 23 luglio. Coincidenza, mal di schiena allora, mal di schiena oggi.
Inizio a leggere e sorpresa! Non sia a Rimini come ricordavo, ma a Berlino. La voce narrante racconta non più di un giornalista spocchioso ma di una triste antiquaria zitella. Primo paragrafo, "avro sbagliato? Mi ricorderò male?" Sfoglio indietro… e sìsì, ricordavo bene. "Mo’ chi è questa qui? Cosa cappero c’entra?" Vado avanti. Tempo due pagine, sono catturata da una presenza, un oggetto in quel negozio di antiquariato liberty, una Tanka indiana. "Ma cos’è questa robina qui?!" Leggo la descrizione un po’ arruffata e capisco essere una raffigurazione visiva con tante immagini, figure di divinità. Dietro magicamente, per renderla atta ai riti, un bijamandra, così dice Tondelli, che riporta una lettera su ogni testa di santo. Oh, la cosa m’ha elettrizzato. Mi sono messa a fruzzicare tra le mie carte Indiane, libri vocabolari e quant’altro, niente Tanka! Ultima spiaggia internet e Guru. Niente. Tondelli m’ha fregato, invenzione letteraria ed io ho abboccato in pieno.