India, un "passione" che non si esaurisce mai.
Giuseppe Cederna racconta la sua, nel programma radiofonico di Radio 3 Passioni. Qui la puntata del 6/06/10 tra Hartward, Gange e Himalaya.
[...] Alla fine ero diventato una manifestazione di quella lotta, e la mia vera natura si era nascosta dietro ad una maschera ostile e minacciosa. Come tutti i duri, il messaggio che esprimevo con il volto e con un certo nodo di muovermi era: "Non rompetemi il cazzo". Alla fine ero diventato abile a esprimere quel sentimento che la mia intera vita si era ridotta a un messaggio ostile. [...]
Ma va?! Lo sapevi che...Il Kerala, questa regione del sud dell'India, questa regione che ha visto fin dall'Indipendenza un governo socialista, questa regione del terzo mondo è un laboratorio all'avanguardia per la salvaguardia del bene più prezioso: l'acqua. E non pensate che non ne abbia, ce ne ha e come! Dai monti Ghati Occidentali scendono tanti rigagnoli d'acqua, tanti da formare la laguna di Kochi, perché sembra che non abbiamo sufficiente forza per formare un estuario, ma un delta di acqua correte. A quanto dice Rampini, sembra che anche negli alberghi di lusso siamo ben visibili targhe che lasciano intendere agli occidentali di essere dei gran spreconi, suggerendo le manovre di risparmio acqua (tipo il bicchiere per lavarsi i denti e non lasciar scorrere l'acqua).
Sembra che in questo posto, crocevia di Portoghesi, Cinesi, ebrei, si mantenga lo stile di vita dei predecessori, pure accettando il contemporaneo. In Kerala è una vetrina di buon governo delle amministrazioni di sinistra - una sorta Emilia-Romagna - un dato su tutti, 91% di alfabetizzazione.
Io ci tornerei in Kerala, patria della medicina Ayurvedica, della sindacalizzazione e del socialismo, indiano, dove si prega insieme Allah, Gesù Cristo e Khrisna.
Ma va?! Lo sapevi che...
Taj Mahal.
Anche Rampini era come me. Qui.
Diffidente alla fama di questa Meraviglia del Mondo. Come me, si è ricreduto al suo cospetto, al cospetto dell'Amore e di questo Monumento al più grande dei sentimenti. Racconta la storia triste tra Shah Jahan e la sua prima moglie Arjumand Banu Begum, conosciuta come Mumtaz Mahal, morta di parto alla 16esima gravidanza.
Questa è l'occasione per parlare del ruolo della donna dell'Islam, da allora 1600 circa ad oggi. La moglie del sultano Mogul aveva immenso potere, tanto nel suo cuore come nei suoi affari. Fonti storiche documentano come siano fondamentali i luoghi dell'harem per fare politica e affari nel regno del sultano, avere dalla propria una concubina era una sicurezza. Anche le moglie erano degli "uomini d'affari".
Pensiamo alla Signora Bhuttu, tristemente uccisa lo scorso 27 dicembre, negli anni '70 primo ministro donna del secondo stato islamico del mondo. Prima della Signora Thatcher (1979). Avranno anche una posizione subalterna le donne nell'Islam, ma quanto deve passare perchè in Italia o negli Usa si possa vedere una donna capo del governo?
Contenuti elaborati da La Speranza Indiana di F. Rampini, 2007 Mondadori.Ma va?! Lo sapevi che...
"Ratan Tata, 68 anni, capostipite di un impero con 93 società che includono il secondo produttore di tè al mondo, il numero uno asiatico del software, il gigante dell'acciaio Tata Steel, le automobili, i camion, il turismo, la catene di 14 hotel cinque stelle Taj, che si è comprato l'icona del lusso di NY, The Pierre," vive nello stesso appartamento dove ha sempre abitato, al secondo piano di un palazzo di Mumbai e con la suocera? Lui che ha moltiplicato per 7 il fatturato di 22 mila dollari da quando nel '92 ha preso le redini dell'azienda! Pensate Montezzemolo ad abitare in un piccolo appartamento in provincia...Ma va?! Lo sapevi che...
Il capostipite della dinastia Tata, certo Jamsetji Nusserwanji Tata, era anche progressista e di idee avanzate e nel 1902 progetta lui stesso e costruisce alloggi popolari per gli operai della sua acciaieria, perché disgustato dalle condizioni di vita degli operai inglesi! (Sì sì, degli inglesi loro colonizzatori, quelli superiori). Fornisce gratis alloggi e scuole, ospedali e impianti sportivi. Nel 2006 le nazioni unite, definiscono Jamshedpur fra i sei capolavori mondiali di pianificazione urbana. Fu in anticipo su tutto l'Occidente, solo che nella nostra storia europocentrica mica celo fanno sapere, ci fanno studiare quel folle di Gaudì che ipotizzò la mai realizzata comune al Parc Guell, o Garnier e la sua città giardino, ma dall'India siamo stati capaci di attingere solo la svastica. Anche se di questo Rampini parla solo marginalmente.Ma va?! Lo sapevi che...
La rete ferrovia indiana è vecchia ma capillare, simbolo dello Stato che arrivava ovunque. Il treno indiano ha sedotto generazioni di viaggiatori occidentali, per la folla, l'arretratezza, la magia dei treni a vapore. Una certezza comunque, anche perché l'orario dei treni è tale e quale dal 1866. Eh?!? 141 anni con lo stesso orario, se lo tramandavano di generazione in generazione?

L'altra notte ho finito di leggere Nettare in un setaccio di Kamala Markandaya, e da allora non ho più letto niente.